Fact sheet sicurezza stradale

Sicurezza stradale: diamo i dati

In occasione della Giornata mondiale ONU in ricordo di tutte le vittime sulla strada (16 novembre 2025) pubblichiamo una scheda informativa con alcuni dati che aiutino a comprendere la situazione – e le soluzioni – della sicurezza stradale in Italia.

La fotografia mondiale 🌍

  • Ogni anno, oltre 1,2 milioni di persone perdono la vita in scontri  stradali nel mondo. Metà delle vittime sono “utenti vulnerabili” (pedoni, ciclisti e motociclisti). Le  collisioni  stradali sono la prima causa di morte per i giovani tra 5 e 29 anni. Fonte

La situazione dell’Italia rispetto all’Europa 🇪🇺

  • L’italia è molto lontana dagli obiettivi europei di dimezzamento del numero di vittime di violenza stradale tra il 2019 e il 2030. Nel 2019, infatti, il numero di vittime era di 3.173 e nel 2024 è ancora di 3.030, mentre sarebbe dovuto essere di max. 2.243 per essere “on track” nel raggiungere i max. 1.585 nel 2030. Fonte
  • Tra i Paesi Europei, l’italia è uno di quelli (posizione 18 su 26) in cui il numero di morti sulle strade è diminuito di meno tra il 2019 e il 2024: -5%. Fonte
  • I dati provvisori della Commissione Europea per i primi 6 mesi del 2025 indicano che in Italia il numero di vittime di violenza stradale è sostanzialmente invariato rispetto al 2024: non ci sono al momento tracce di miglioramento nei dati. Fonte
  • Tra i Paesi dell’Unione Europea l’Italia è al 18esimo posto su 26 per mortalità stradale, con 51 morti sulle strade all’anno per 1 milione di abitanti. In Spagna sono 37 e in Germania 33, per esempio. Fonte

Alcuni dati riferiti all’Italia 🇮🇹

  • Nel 2024 il superamento dei limiti di velocità insieme alla velocità eccessiva ha rappresentato la prima causa di scontri mortali nelle strade italiane. (tavola 2.21 ISTAT). Probabilmente è molto di più di quanto indicato poiché per il 21% dei casi le cause sono imprecisate ed è probabile che facciano riferimento agli scontri mortali autonomi, che generalmente non vengono investigati (o viene fatto con minore attenzione) dove la velocità ha sicuramente un ruolo. Fonte
  • In Italia, il costo sociale degli scontri stradali con lesioni a persone, sulla base di quanto rilevato da Polizia Stradale, Polizia locale e Carabinieri, ammonta ufficialmente a poco più di 18 miliardi di euro nel 2024 (quasi l’1% del Pil nazionale). Questo dato, però, fa riferimento solo ai costi degli scontri rilevati dalle polizie stradali e i costi sanitari per la collettività sono solo quelli “in acuto”. Dai calcoli della Associazione Lorenzo Guarnieri, da fonti pubbliche, siamo più vicini ai 34 miliardi annui e quindi vicini a 2 punti di PIL. Fonte 1, Fonte 2
  • In Italia, la maggior parte degli infortuni sul lavoro sono in realtà scontri stradali. Ad esempio, nel 2024, il 52% degli infortuni mortali sul lavoro riconosciuti da INAIL sono stati dovuti a scontri stradali, in itinere sul tragitto casa-lavoro o durante il lavoro con mezzo di trasporto su strada pubblica (fonte: elaborazione su dati analitici della Relazione annuale INAIL 2024).
  • Il sistema ospedaliero italiano misura i feriti gravi con la scala clinica AIS – “Abbreviated Injury Scale”, ma nei verbali delle Forze dell’Ordine invece non c’è ancora la distinzione lieve/grave. Manca quindi un collegamento nazionale polizia-ospedali e permangono differenze di codifica tra paesi UE. Per questi motivi, i “serious injuries” non sono pienamente comparabili e l’obiettivo della decade di azione sulla sicurezza stradale resta poco misurabile. Istat riporta per il 2023 17.000 feriti gravi stimati
  • I morti riportati nelle statistiche ISTAT-ACI contengono solo le morti che avvengono entro 30 giorni dallo scontro: se le compariamo con le statistiche ISTAT di “mortalità per causa” e consideriamo gli “accidenti di trasporto” – che per la stragrande maggioranza sono sulla strada – le reali morti a seguito di scontro stradale sono un 10% in più ogni anno. Fonte
  • In Italia i dati ufficiali sugli incidenti stradali non permettono di conoscere l’incidenza reale di alcol, droga e velocità nei sinistri più gravi. Nel Rapporto ISTAT-ACI 2022 la voce più frequente tra le “cause accertate o presunte” è “circostanza imprecisata”, con 41.582 casi, pari a quasi il 20% del totale. Dal 2009 ISTAT-ACI non riporta più le circostanze legate allo stato psicofisico dei conducenti, informazione oggi disponibile solo per il 33% degli incidenti rilevati da Polizia Stradale e Carabinieri: su 56.284 sinistri con feriti, 5.577 coinvolgono almeno un conducente in stato di ebbrezza e 1.671 sotto effetto di stupefacenti (9,9% e 3,0%). Applicando queste percentuali all’intero numero di incidenti rilevati dalle forze dell’ordine e dalle polizie municipali, la guida sotto effetto di alcol o droga sarebbe presente in oltre 23.000 sinistri del 2022. Fonti come l’Istituto Superiore di Sanità stimano che l’alcol sia coinvolto in un incidente con feriti su quattro e nel 30-35% degli incidenti mortali. Fonte

Le soluzioni 💡

  • Le evidenze scientifiche mostrano che i sistemi automatici di controllo della velocità – autovelox – riducono in modo significativo incidenti, feriti e vittime. Una revisione sistematica e una metanalisi su 30 studi condotti in Paesi ad alto reddito confermano che le speed camera portano a una riduzione media degli scontri totali tra il 16% e il 30%. Gli incidenti con feriti diminuiscono in media del 23-29%, mentre quelli con esiti gravi o mortali (KSI) si riducono del 18-21%. Le speed camera fisse risultano tra le più efficaci (-30% scontri totali, -29% scontri con feriti). Fonte
  • Diversi studi confermano che la relazione fra velocità e rischio mortale in caso di scontro è esponenziale. Una recente meta analisi che combina 20 studi (36.138 casi) rileva che, ad ogni km/h in più, le probabilità di mortalità per un pedone aumentano in media dell’11%. Il rischio di un decesso raggiunge il 5% a una velocità d’impatto stimata di 30 km/h, il 10% a 37, il 50% a 59, il 75% a 69 e 90% a 80 km/h. Fonte
  • Un’analisi basata su dati reali mostra che l’introduzione dei limiti a 20 miglia orarie (circa 32 km/h) sulle strade di Londra ha ridotto del 34% morti e feriti gravi. Lo studio, realizzato da Transport for London (TfL), l’ente pubblico responsabile dei trasporti e della sicurezza stradale nella capitale, ha esaminato 157 interventi messi in atto tra il 1989 e il 2013. Il confronto tra i tre anni precedenti e successivi a ciascuna introduzione evidenzia risultati molto netti: le vittime mortali diminuiscono del 40%, incidenti e feriti totali calano di oltre un terzo, e tra i bambini la riduzione dei decessi arriva al 75%. Gli effetti sono positivi per tutte le modalità di trasporto, con l’unica eccezione dei motociclisti, e restano validi anche tenendo conto delle altre misure di sicurezza avviate nello stesso periodo. Fonte / Comunicato stampa
  • Secondo un’analisi prima/dopo, condotta negli USA, dare ai pedoni 3-7 sec prima del verde ai veicoli (Leading Pedestrian Interval) porta a un decremento del 60% dei sinistri auto-pedone e si stima un rapporto di 1:800 in termini di Costi/Benefici generati, nei siti trattati. Fonte

Il 13 novembre 2025 ISTAT ha pubblicato la “Stima preliminare degli incidenti stradali – Gennaio-giugno 2025”. Secondo le stime preliminari, nel semestre gennaio-giugno 2025 si registra, rispetto allo stesso periodo del 2024, una diminuzione del numero di incidenti stradali con lesioni a persone (82.344; -1,3%), dei feriti (111.090; -1,2%) e, più consistente, delle vittime entro il trentesimo giorno (1.310; -6,8%). Fonte

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